Nutraceutica e scarti alimentari. Il progetto Moradyn - T3 Innovation

Nutraceutica e scarti alimentari. Il progetto Moradyn


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Oltre a essere il nome del progetto, Moradyn è anche quello di una nuova varietà di mais messa a punto dal Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Milano, grazie alla tecnica di ibridazione classica. Tale varietà è stata prodotta operando l’impollinazione tra due specie parentali senza mutare il corredo genetico originale del mais. La coltivazione è avvenuta in Lombardia, così come il raccolto e l’estrazione del principio attivo.

Il risultato ottenuto è stato un prodotto made in Italy al 100%, privo di OGM, ricco di antocianine, concentrate soprattutto nel tutolo – ossia la parte della spiga del mais dove sono fissate le cariossidi – che solitamente viene scartato. In particolare, il tutolo è stato trattato per abbattere le barriere naturali create dalla lignina e dalla cellulosa presenti in grandi quantità. Ciò ha permesso di ottenere una sostanza con una maggiore concentrazione di composti attivi grazie anche ad una tecnologia proprietaria di estrazione ad acqua che utilizza un campo elettrico a basso voltaggio.

Come nasce Moradyn

Moradyn è un’idea nata nel 2016 da FlaNat Research Italia, realtà lombarda che opera dal 2010 nel settore degli ingredienti funzionali provenienti esclusivamente da matrici vegetali. Dal 2016 l’azienda ha intrapreso un percorso di sviluppo di un processo estrattivo con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale creato dai solventi di scarto e dalle matrici esauste e, nel contempo, i consumi di energia legati al processo industriale.

Esistono infatti varie modalità di estrazione come quella ad ultrasuoni, a microonde, in fase supercritica, in campo elettrico pulsato o mediante l’uso di enzimi o microrganismi. Queste nuove tecnologie consentono di ottenere rese di estrazione anche maggiori rispetto alla tradizionale macerazione ed in tempi minori mediante l’utilizzo di una minor quantità di solvente organico.

Moradyn conferma il ruolo sempre più emergente degli operatori della ricerca, come catalizzatori di processi innovativi e responsabili della valorizzazione dei risultati della ricerca.

Le fasi del progetto

Attualmente la caratterizzazione chimica e lo studio sull’efficacia dell’estratto su differenti linee cellulari devono essere finalizzate, anche in base a un nuovo sistema dinamico in vitro che può simulare la modalità in vivo. Tutto questo sarà possibile grazie alla collaborazione del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Pavia.

Federica Laguardia@fedlag 

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