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T3 Innovation ti dà il benvenuto nel sito tematico dedicato all’Area di Specializzazione Aerospazio della Smart Specialization Strategy (S3).

Qui troverai i principali aggiornamenti di settore su progetti, programmi e iniziative di rilievo, nel contesto europeonazionale e regionale. Ogni giorno, nella sezione Blog – che trovi in basso, in questa pagina – potrai consultare le principali notizie sull’Aerospazio, riguardanti il mondo d’impresa, della ricerca e delle startup. Buona navigazione! 

Il contesto europeo

Tra i settori prioritari individuati dal programma “Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali” del secondo Pilastro di Horizon 2020, viene fatto riferimento all’Aerospazio. I suoi servizi e prodotti – dalla navigazione alla comunicazione, alle previsioni meteorologiche, alle informazioni geografiche – sono ritenuti fondamentali e strategici per la società moderna.  Gli obiettivi esplicitamente individuati sono:

  • favorire la competitività europea e l’innovazione del settore spaziale europeo, anche attraverso tecnologie ad hoc;
  • coordinare e organizzare il trattamento, la convalida e la standardizzazione dei dati spaziali;
  • facilitare la ricerca europea a sostegno dei partenariati spaziali internazionali.

 

La maggior parte del valore del mercato del settore è concentrato su 5 aree applicative: Terra, Emergenza, Mare, Atmosfera e Sicurezza.

 

Tra i programmi europei legati all’Aerospazio, si segnalano:

 

  • Copernicus o Global Monitoring for Enviroment and Security (GMES), il programma coordinato e gestito dalla Commissione Europea che ha il fine di dotare l’Unione Europa di una propria autonomia nel settore dell’Osservazione della Terra. Copernicus raccoglie i dati provenienti dai satelliti messi in orbita dall’ESA – European Space Agency e fornisce ai main players nel campo della Earth Observation informazioni accurate, tempestive e facilmente accessibili che consentono di monitorare l’ambiente terrestre, marino e atmosferico, affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire la sicurezza dei cittadini. Nell’ambito di questo programma, l’ESA – European Space Agency ha lanciato in orbita una serie di satelliti denominati Sentinel che mirano a fornire immagini ottiche ad alta risoluzione, funzionali alla realizzazione di servizi di monitoraggio di aree terrestri e marine, alla prevenzione delle emergenze ambientali e all’analisi della composizione atmosferica. Nel luglio 2012, il Centro Spaziale di Geodesia di Matera è diventato una delle quattro stazioni del Core Ground Segment di Copernicus, deputato a ricevere i dati radar e ottici acquisiti dai satelliti Sentinel.
  • Il programma Galileo, che nasce dalla collaborazione dell’Unione Europea con l’ESA, è volto al perfezionamento dell’autonomia tecnologica dell‘Europa, nonché alla definizione degli standard internazionali per i sistemi globali di navigazione satellitare (Global Navigation Satellite Systems, GNSS). Lo scopo del programma è la realizzazione di un sistema di navigazione satellitare capace di fornire un servizio di posizionamento globale affidabile e ad alta precisione, interoperabile con il sistema statunitense GPS e il sistema russo GLONASS.

 

NEREUS – Network of European Regions Using Space Technologies è, invece, la rete delle Regioni Europee che utilizzano le tecnologie aerospaziali. Costituita ufficialmente nel 2008 (la Regione Basilicata è tra i soci fondatori), ha il fine di promuovere uno spazio di dialogo, di scambio e di riflessione tra le regioni e gli attori della politica spaziale in Europa.

 

Nel 2009 è stata, inoltre, messa in piedi una partnership permanente tra i cluster aerospaziali a livello continentale, cofinanziata dalla Commissione Europea. La EACP European Aerospace Cluster Partnership ad oggi ha visto l’adesione di 42 cluster aerospaziali, provenienti da 15 Paesi (7 i cluster provenienti dall’Italia). In particolare, la EACP cerca di stabilire relazioni inter-cluster più strette al fine di fornire valore aggiunto al mercato complessivo.

Gli obiettivi sono:

  • favorire lo scambio di conoscenze inter-clusters;
  • sviluppare competenze e qualifiche tra la forza lavoro aerospaziale esistente e futura;
  • rafforzare il posizionamento dell’Unione Europea nel settore aerospaziale internazionale.

Il contesto nazionale

L’Aerospazio è tra le 12 Aree di specializzazione regionali individuate dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI) che lo identifica come un settore innovation-driven, strategico per la competitività del Paese, grazie alle competenze tecnologiche, alla capacità produttiva e alla qualità delle risorse umane impiegate. Quello dell’aerospazio è un settore ad alta tecnologia, caratterizzato dalla necessità di elevati investimenti in R&S e allo stesso tempo da un ciclo di vita breve dei prodotti, ma lungo per lo sviluppo e l’operatività degli stessi. Anche per questo, c’è un flusso costante di trasferimento di tecnologie e conoscenze verso altri comparti industriali, adattando le tecnologie del settore a scopi diversi da quelli per cui erano state ideate.

Le Traiettorie tecnologiche di sviluppo a priorità nazionale del settore aerospazio sono:

  • Riduzione dell’impatto ambientale (green engine);
  • Avionica avanzata nel campo dei network di moduli hw e dell’interfaccia uomo-macchina;
  • Sistema air traffic management avanzato;
  • UAV (Unmanned aerial veicle) a uso civile e ULM (ultra-Léger Motorisé);
  • Robotica spaziale, per operazioni di servizio in orbita e per missioni di esplorazione;
  • Sistemi per l’osservazione della Terra, nel campo delle missioni, degli strumenti e della elaborazione dei dati;
  • Lanciatori, propulsione elettrica, per un più efficiente accesso allo spazio e veicoli di rientro;
  • Sistemi e tecnologie per la cantieristica militare.

 

Il piano strategico Space Economy, nato per la definizione della politica nazionale nel settore spaziale, rappresenta il primo esempio attuativo della SNSI, che risponde alla richiesta della Commissione Europea di programmare i fondi strutturali sulla base di una strategia unica integrata, dalla ricerca alla produzione. Il piano definisce le linee strategiche d’intervento in grado di consentire all’Italia di trasformare il settore spaziale in uno dei motori propulsori della crescita del paese, promuovendo l’integrazione dei programmi spaziali nazionali con le politiche di sviluppo e coesione nazionali e regionali.

Le attività inerenti l’Area di specializzazione Aerospazio fanno riferimento al CTNA – Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio, i cui principali obiettivi sono:

  • costruire un “World Class National Aerospace Cluster”, mettendo a valore le esperienze dei Distretti regionali esistenti e le competenze del sistema dell’Università e della Ricerca;
  • posizionarsi come Cluster leader a livello europeo, per instaurare collaborazioni strategiche con gli altri cluster aerospaziali, creando un network di soggetti e competenze che operi sui progetti R&D a livello nazionale e internazionale.

 

Il CTNA è il punto di sintesi e convergenza di bisogni e priorità che i diversi portatori di interesse del sistema aerospaziale nazionale hanno maturato negli ultimi anni, cercando di assicurare il posizionamento dell’industria aerospaziale italiana ai livelli più alti e importanti in Europa.

costruire un “World Class National Aerospace Cluster”, mettendo a valore le esperienze dei Distretti regionali esistenti e le competenze del sistema dell’Università e della Ricerca;

posizionarsi come Cluster leader a livello europeo, per instaurare collaborazioni strategiche con gli altri cluster aerospaziali, creando un network di soggetti e competenze che operi sui progetti R&D a livello nazionale e internazionale.

Il contesto regionale

Nell’ambito della S3 della Regione Basilicata l’area di specializzazione dell’Aerospazio è fortemente settorializzata sull’Osservazione della Terra (Midstream e Downstream) e, solo marginalmente, sulla produzione industriale (Upstream).

 

Tale settore, con particolare riferimento alle applicazioni nel campo del monitoraggio ambientale, dell’ Osservazione della Terra e della prevenzione dei rischi naturali, in Basilicata trae forza, oltre che da una naturale vocazione territoriale, da una significativa concentrazione di centri di ricerca pubblici (Agenzia Spaziale Italiana, Consiglio Nazionale delle Ricerche, ENEA), da istituzioni di ricerca privata quale la Fondazione Mattei, dalla presenza dell’Università degli Studi della Basilicata, da centri per l’innovazione tecnologica (T3 Innovation), da grandi aziende (ENI, FIAT, Telespazio) e da una rete articolata e diffusa di PMI operanti nel settore. Vi è, inoltre, la presenza di parchi scientifici e tecnologici quali Tecnoparco Valbasento e di Centri di Competenza Tecnologica come ImpresAmbiente.

La Basilicata ospita inoltre il Centro di Geodesia Spaziale “Giuseppe Colombo” di Matera, una delle principali strutture di ricerca e trasferimento tecnologico del sud. É una struttura dell’Agenzia Spaziale Italiana: nato nel 1983, il Centro opera con circa 100 persone su geodesia spaziale, telerilevamento, robotica spaziale e missioni interplanetarie. .

Inoltre, in Basilicata, si è costituita una filiera “impresa, ricerca ed end users/enti territoriali” molto ben posizionata a livello internazionale: i partner scientifici ed industriali che operano nel settore hanno un forte radicamento in programmi europei, mentre gli end-user locali sono strettamente legati agli utenti finali di riferimento, quali il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale.

Il contesto regionale presenta un’alta percentuale di giovani in possesso di lauree in materie scientifiche e tecnologiche ed oltre 1000 persone che lavorano nel settore delle tecnologie spaziali, dei rischi naturali e dell’Information Technology. Nel 2005, è stato fondato il consorzio pubblico‐privato TeRN (Tecnologie per le Osservazioni della Terra e i Rischi Naturali) finalizzato a promuovere gli spillover tecnologici e di ricerca sull’Osservazione della Terra e i disastri naturali.

 

In questo contesto, la Regione Basilicata ha da tempo intrapreso azioni a sostegno dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica, come, per esempio:

 

  1. il Progetto Nibs (Networking and Internationalization of Basilicata Space technologies), finalizzato a internazionalizzare il Settore delle Tecnologie Spaziali (STS);
  2. il Progetto Smart Basilicata, le cui attività sono finalizzate allo sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico da rendere pienamente fruibili alla Pubblica Amministrazione.

 

La S3 Basilicata ha delineato 5  traiettorie di sviluppo tecnologico del settore Aerospazio:

  1. sviluppo e integrazione di tecnologie osservative nel settore ambientale, tecniche avanzate di analisi di dati telerilevati e telecomunicazioni satellitari;
  2. potenziamento, progettazione, sviluppo e realizzazione di grandi infrastrutture di ricerca e reti di sensori innovativi per l’osservazione della Terra e per misure sistematiche nel settore ambientale;
  3. progettazione, sviluppo e realizzazione di strumentazione e sensoristica per lo studio di fenomeni di diffusione di inquinanti nei suoli e nelle falde;
  4. sviluppo di attività per la taratura e la calibrazione di apparati strumentali secondo metodi e tecnologie standard in ambito internazionale;
  5. progettazione e sviluppo di tecniche e software innovativi per la raccolta, il trattamento e la rappresentazione di “big data”.

Informazioni tratte dal documento S3 della Regione Basilicata

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