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T3 Innovation ti dà il benvenuto nel sito tematico dedicato all’Area di Specializzazione Energia della Smart Specialization Strategy (S3).

Qui troverai i principali aggiornamenti di settore su progetti, programmi e iniziative di rilievo, nel contesto europeonazionale e regionale. Ogni giorno, nella sezione Blog – che trovi in basso, in questa pagina – potrai consultare le principali notizie sull’Energia, riguardanti il mondo d’impresa, della ricerca e delle startup. Buona navigazione! 

Il contesto europeo

L’energia è stata al centro dell’azione legislativa della Commissione europea negli ultimi vent’anni. A partire dal Pacchetto Clima-Energia del 2009, l’Unione Europea ha periodicamente integrato e implementato i pilastri della Politica energetica e della Tutela ambientale.

Il “pacchetto”, contenuto nella Direttiva 2009/29/CE, valido per il periodo 2013 – 2020, prevede la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra, l’innalzamento al 20% della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e il miglioramento al 20% del risparmio energetico; obiettivi, questi, portati dai leader dell’UE rispettivamente al 40%, 27% e 27% nell’ottobre 2014 con l’adozione del “Quadro per il clima e l’energia 2030“, una strategia in linea con la Roadmap di decarbonizzazione del 2011 della Commissione europea per ridurre almeno dell’80% le emissioni di gas serra entro il 2050.

A febbraio 2015, la Commissione europea ha dichiarato tra le sue priorità la volontà di realizzare l’Unione dell’energia e clima, cioè una strategia finalizzata a rendere da un lato l’energia sicura, economicamente accessibile e sostenibile; dall’altro, stimolo per l’occupazione e la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, sicura e competitiva. Il documento, pubblicato dalla Commissione Juncker, ha delineato un ambizioso piano di azione armonizzando le politiche energetiche e climatiche  in una strategia che prevede: sicurezza energetica attraverso la cooperazione tra gli Stati membri; libero mercato interno dell’energia; efficienza energetica finalizzata a ridurre la dipendenza dalle importazioni e le emissioni inquinanti; decarbonizzazione dell’economia; sostegno alla ricerca e all’innovazione per migliorare la competitività.

La “Terza relazione sullo stato dell’Unione dell’energia”, pubblicata a novembre 2017, ripercorre i progressi compiuti per la realizzazione dell’Unione dell’energia, attestando che “la transizione dell’Europa verso una società a basse emissioni di carbonio sta diventando ormai una realtà concreta nel quotidiano dell’Unione europea”.

Il contesto nazionale

Il 10 novembre 2017, con D.M. del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata adottata la Strategia Energetica Nazionale 2017 (SEN2017), il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico.

Gli obiettivi al 2030, in linea con il Piano dell’Unione dell’Energia, puntano a omologare il sistema energetico nazionale a quello europeo, rendendolo più:

  • competitivo, attraverso la riduzione del gap di costo dell’energia
  • sostenibile, raggiungendo gli obiettivi ambientali e di decarbonizzazione stabiliti dall’UE;
  • sicuro, sia migliorando costantemente la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità dei sistemi e delle infrastrutture energetiche, sia rafforzando l’indipendenza energetica dell’Italia.

 

La fotografia nazionale in materia di energia, riportata nella strategia stessa, evidenzia che le fonti rinnovabili si sono confermate come elemento centrale per lo sviluppo sostenibile del Paese. Nel 2016 le rinnovabili hanno coperto circa il 17,5% dei consumi finali lordi di energia, raggiungendo in anticipo gli obiettivi europei del 2020. Nello stesso anno è stata registrata una riduzione di 7 punti percentuali della dipendenza del nostro Paese dalle fonti di approvvigionamento estere rispetto al 2010.

 

A ottobre 2017 è stato firmato l’atto costitutivo del Cluster Tecnologico Nazionale Energia. ENI, ENEL con e-distribuzione e Terna, General Electric con la Nuovo Pignone, CNR, RSE, il Consorzio interuniversitario EnSIEL e l’ENEA – che ha la Presidenza e il coordinamento del cluster –  hanno siglato un’alleanza strategica,  ponendosi come obiettivo quanto previsto dalla Strategia Energetica Nazionale. Il “Cluster Energia” si aggiunge ad altri otto nati in Italia fra il 2012 e il 2016 a presidio di ambiti tecnologici prioritari sui quali il Governo intende concentrare gli sforzi di politica di ricerca industriale.

L’obiettivo dichiarato dal Presidente dell’ENEA, prof. Federico Testa, è di svolgere un ruolo di coordinamento tra ricerca pubblica e privata, mettendo insieme le attitudini alla ricerca con le esigenze delle imprese. In soli pochi mesi sono più di 80 i soggetti del mondo della ricerca ed industriale che hanno già manifestato l’interesse ad aderire al cluster. Le attività partiranno con due progetti pilota sulle smart grid e sulle tecnologie per le fonti rinnovabili e per l’accumulo energetico.

Il contesto regionale

Nell’ambito della S3 della Regione Basilicata rilevante è il ruolo dell’Area di Specializzazione legata all’Energia. Nel 2013, infatti, il petrolio e gas naturale estratti in Basilicata hanno rappresentato rispettivamente il 72% e il 16% della produzione nazionale pari a circa il 5,5% del fabbisogno italiano. Il complesso dell’ENI, denominato “Centro Olio Val d’Agri” (COVA), occupa una superficie di circa 180.000 mq ed ha capacità nominale di trattamento pari a 16.500 mc/g (metri cubi al giorno) di olio (corrispondenti a 104.000 barili/giorno) e di 3.100.000 Smc/g (standard metri cubi al giorno) di gas associato al greggio. Le imprese che lavorano nell’indotto in Val d’Agri sono una realtà diversificata di aziende di manutenzione, di servizio, di collaudo e progettazione impianti, smaltimento residui di lavorazione, opere edili e di altre attività collegate all’impianto. L’occupazione in Val d’Agri non ha subito le forti contratture che hanno caratterizzato i settori industriali del resto del Paese, anche nell’attuale periodo di crisi economica.

Dai 400 occupati totali nel 1998, anno di sottoscrizione del Protocollo di intenti ENI – Regione Basilicata, nel 2014 si registrano 3.530 occupati nel settore petrolifero in Basilicata, 125 aziende operanti nell’indotto diretto di Eni, di cui 36 con sede legale in Basilicata e 51 con sede secondaria in Basilicata (Fonte: “Eni in Basilicata – Local Report 2014”). La presenza sul territorio di grandi multinazionali del settore, ENI, TOTAL, SHELL, di idrocarburi ha favorito, sebbene non in modo particolarmente incisivo sull’economia regionale, lo sviluppo di imprenditorialità collegata alle attività estrattive principalmente nei settori dei trasporti, ambientali, degli studi di ingegneria, dei collaudi e delle analisi tecniche.

Poiché però la Basilicata è caratterizzata anche da una grande quantità di risorse naturali, soprattutto foreste, gode di una condizione ottimale per aumentare la sua quota di produzione di energia da fonti rinnovabili. Pertanto, una delle possibili fonti di energia alternativa è legata all’eolico, all’idroelettrico e alle biomasse. A fine 2013 risultano infatti installati: 11 impianti idroelettrici, per una potenza complessiva netta di circa 130 MWe; 25 impianti termoelettrici, per una potenza complessiva netta di circa 246 MWe; 170 impianti eolici, per una potenza complessiva di circa 439 MWe; impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 356 Mwe. Ciò ha fatto si che la produzione di energia elettrica da rinnovabile della Basilicata nel 2013 sia stata pari a 1939 GWh (circa 1,7 % della Nazionale), tenuto conto che nel 2013 l’energia elettrica lorda richiesta dalla Basilicata è stata pari a circa 2943 GWh, ciò fa sì che le rinnovabili elettriche coprono al momento già circa il 66 % della domanda lorda di energia elettrica lucana.

 

Sono 5 le traiettorie tecnologiche della Smart Specialization Strategy:

  1. diffusione di fonti rinnovabili e sistemi di accumulo utili a immagazzinare l’energia elettrica prodotta, armonizzando la fornitura e la domanda nei periodi di utilizzo;
  2. valorizzazione energetica di biomasse e rifiuti, attraverso tecniche  di  eco-innovazione, per uno sviluppo locale sostenibile e il miglioramento della qualità della vita. Ma anche utilizzo di biomassa di recupero degli scarti agricoli (non food) e delle foreste, per la produzione di prodotti  innovativi e di biocarburanti;
  3. efficienza energetica nell’edilizia, attraverso l’applicazione delle migliori tecniche di costruzione e isolamento, e il recupero termico negli edifici già esistenti;
  4. Generazione Distribuita e reti elettriche intelligenti (smart grid), in grado di integrare le azioni di tutti gli utenti connessi (consumatori e produttori) e distribuire energia in modo efficiente, sostenibile, economicamente vantaggioso e sicuro;
  5. utilizzo eco-compatibile delle fonti energetiche non rinnovabili,  riduzione dell’impatto ambientale, studio dei processi e delle modificazioni chimico-fisiche di natura geologica; sviluppo di processi e tecnologie mirate alla mitigazione del rischio ambientale ed ai piani di previsione di impatto.

Informazioni tratte dal documento S3 della Regione Basilicata

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