Industria Culturale e Creativa (ICC) - T3 Innovation

Industria Culturale e Creativa (ICC)

industria culturale

T3 Innovation ti dà il benvenuto nel sito tematico dedicato all’Area di Specializzazione Industria Culturale e Creativadella Smart Specialization Strategy (S3).

Qui troverai i principali aggiornamenti di settore su progetti, programmi e iniziative di rilievo, nel contesto europeonazionale e regionale. Ogni giorno, nella sezione Blog – che trovi in basso, in questa pagina – potrai consultare le principali notizie sull’Industria Culturale e Creativa, riguardanti il mondo d’impresa, della ricerca e delle startup. Buona navigazione! 

Il contesto europeo

Secondo il Libro Verde della Commissione U.E. pubblicato il 27/04/2010, denominato “Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare”, le Industrie Culturali sono le industrie che:

  • producono e distribuiscono beni o servizi che incorporano o trasmettono espressioni culturali: dalle arti (arti dello spettacolo, arti visive, patrimonio culturale), ai film, Dvd e video, televisione e radio, nuovi media, musica, libri e stampa;
  • utilizzano la cultura come input e hanno una dimensione culturale anche se i loro output hanno un carattere principalmente funzionale. Sono compresi l’architettura e il design e i relativi sottosettori.

Nel 2010, il grande potenziale in termini di innovazione e di crescita delle industrie culturali e creative è stato riconosciuto sia dal Rapporto sulla competitività europea che dalla comunicazione “Una politica industriale integrata per l’era della globalizzazione”.  

Un ulteriore passo avanti è stato fatto nel 2012 con la pubblicazione della Comunicazione “Valorizzare i settori culturali e creativi per favorire la crescita e l’occupazione nell’UE”, in cui si sottolinea come tali settori siano collocabili in un ambiente in continuo cambiamento che da un lato offre numerose opportunità, quali la riduzione dei costi di produzione e l’emergere di nuovi canali di distribuzione; dall’altro, fa emergere alcuni limiti, come la difficoltà di accesso ai finanziamenti. Rispetto a questi limiti, la Commissione ha proposto l’adozione di una strategia multilivello, che coinvolga anche gli Stati membri, per la realizzazione di un’azione olistica e coordinata che si concentri su:

  • la soddisfazione della domanda di nuove competenze, tramite la collaborazione con il settore dell’istruzione per permettere lo sviluppo, fin dall’infanzia, di competenze legate alla creatività e favorire la formazione permanente degli adulti;
  • il miglioramento dell’accesso ai finanziamenti al momento troppo limitato, basato sulla corretta valorizzazione  del potenziale di un’industria basata su risorse immateriali;
  • l’espansione del mercato, tramite la creazione di partenariati strategici con altri settori, come l’Ict;
  • l’ampliamento della dimensione internazionale;
  • il miglioramento delle sinergie tra differenti settori.

Il contesto nazionale

Nel 2009 una Commissione di studio ministeriale del MiBAC sulla “Creatività e Produzione di Cultura in Italia”, coordinata dal prof. Walter Santagata, ha pubblicato il Libro Bianco sulla Creatività contenente una definizione delle Industrie Culturali e Creative:

  • patrimonio storico e artistico, in cui sono inclusi patrimonio culturale, arti dello spettacolo, architettura, musica e arti contemporanee;
  • industria dei contenuti, dell’informazione e delle comunicazioni, che opera utilizzando le nuove tecnologie;
  • cultura materiale, comprendente i macro settori della moda, del design e dell’industria del gusto.

Nella Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente, 2 delle 12 Aree di Specializzazione interessano l’Industria Culturale e Creativa:

  • Area “Design, Creatività e Made in Italy”,  in cui l’innovazione è data dall’adozione di tecnologie di processo nonché da attività di design e creatività. Sono riconducibili a quest’area i sistemi della moda e del legno-arredo, i settori orafo, agroalimentare e meccanica.
  • Area “Tecnologie per il Patrimonio Culturale” che fa riferimento ad ambiti industriali differenti ma accomunati da attività artistiche ad elevato contenuto creativo. Per esempio, eventi, rappresentazioni artistiche, cinematografia, televisione, editoria, industria musicale, branding, artigianato, ma anche i luoghi che raccolgono i beni del patrimonio culturale (musei, biblioteche, etc.) o che lo incarnano (monumenti, edifici storici, etc.)

La legge di Bilancio (ex Stabilità) 2018, ha introdotto una nuova qualifica giuridica, ovvero quella delle industrie culturali e creative. Accanto al riconoscimento giuridico, il testo garantisce uno specifico credito d’imposta in favore delle imprese o soggetti che svolgono attività stabile e continuativa, con sede in Italia o in uno degli Stati UE o aderenti all’Accordo SEE (purché soggetti passivi di imposta in Italia), che hanno quale oggetto sociale, in via esclusiva o prevalente, “l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali”. Per “prodotti culturali” si intendono beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati (imprese culturali e creative).

Il contesto regionale

Negli ultimi anni sono state realizzate diverse iniziative per stimolare la nascita e la crescita di imprenditoria di tipo culturale e creativa in regione Basilicata:

 

Tutte queste azioni hanno consentito di ottenere un buon posizionamento nella graduatoria per incidenza del valore aggiunto del sistema produttivo culturale sul totale economia, così come riportato da fonte Fondazione Symbola, Unioncamere e Istituto Tagliacarne per il 2010. I principali assets regionali sono relativi a:

 

  1. Industria per il Turismo

Trainata da Matera, capitale europea della cultura 2019, la Basilicata ha registrato 717.270 (di cui 103.724 stranieri + 8,2% e 613.546 italiani + 6,04%) arrivi nel 2016, con un +6,3% rispetto ai dati del 2015, mentre le presenze sono state 2.345.593, +1,8% (dati Apt).

Un risultato notevole per una regione che ha 540mila abitanti, 1.175 esercizi ricettivi, 40mila posti letto ed è priva di aeroporti e stazioni ferroviarie ad alta velocità.

 

  1. Industria creativa e Design

Nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro “Sensi contemporanei”, è stata stipulata una convenzione tra Regione Basilicata e Sviluppo Basilicata per l’attivazione di una scuola di design internazionale a Matera, che ha visto sinora la realizzazione del MIM Design District, iniziativa inserita nel programma di interventi per il rilancio del Distretto del Mobile Imbottito di Matera. Il Distretto Industriale del Mobile Imbottito di Matera infatti rappresenta una delle realtà più significative di sviluppo endogeno ed auto-sostenuto dell’Italia meridionale e contribuisce ancora in maniera determinante al primato italiano nel settore legno-arredo. Il design però ha una forte valenza non solo economica, ma anche creativa. Questo il motivo per cui la Specializzazione Intelligente prevista dalla Regione, non può prescindere dall’impatto che il sostegno ad attività tecnologiche e di innovazione può avere sulle ricadute imprenditoriali ed industriali legate al segmento del mobile imbottito che, nei passati decenni, ha costituito un elemento distintivo della produzione di qualità della Basilicata.

 

  1. Industria creativa a servizio di settori produttivi

Dal confronto con le imprese è emerso come, legato al concetto di “industria creativa”, vi sia ancora un fraintendimento di fondo che vede questa “etichetta” legata solo alle attività turistiche. In realtà la “creatività” a livello imprenditoriale è più che altro un atteggiamento che potrebbe, e forse dovrebbe, risultare trasversale a tutte le aree di specializzazione industriale della regione. Un esempio su tutti, la possibilità di ridare forza alle comunità rurali e riattivare le economie locali soprattutto in quei contesti geografici vittime dello spopolamento sempre più significativo degli ultimi anni, collegando l’industria creativa in particolar modo all’agricoltura, all’artigianato.

 

Nell’ambito della S3 della Regione Basilicata le traiettorie tecnologiche su cui puntare, nell’ambito di questo ecosistema e nell’ottica della Smart Specialization sono 7:

  1. ICT per l’acquisizione, la fruizione, il recupero, la catalogazione, la divulgazione e la condivisione di beni, anche attraverso ambienti virtuali interattivi;
  2. tecnologie GIS-Cloud e sistemi Open Data per la gestione integrata, la condivisione e la comunicazione del patrimonio culturale su base geografica;
  3. dispositivi elettronici e di “remote sensing”, tecnologie di telerilevamento satellitari e tecniche elettromagnetiche non invasive per il monitoraggio di fenomeni di degrado e di dissesto di monumenti;
  4. tecnologie legate alla fruizione, valorizzazione e comunicazione digitale del territorio della Basilicata e dei suoi beni culturali materiali, immateriali e ambientali;
  5. tecnologie innovative che facilitino lo scambio di esperienze tra industrie del settore e stimolino la nuova imprenditoria, per esempio attraverso la creazione di hub digitali;
  6. integrazione delle imprese e organizzazioni creative, artistiche e culturali portatrici di saperi “tradizionali” con le filiere economico-produttive legate sia a business tradizionali sia high-tech;
  7. attivazione di processi di innovazione sociale, non tecnologica, che stimolino l’autoimprenditorialità nei settori del turismo e della fruizione dei beni culturali materiali, immateriali e ambientali.
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